venerdì 17 novembre 2017

IL GIRO DI ROCCA CALASCIO

La volta di "20KM in 4 ore? Ma mi hai preso per Flash?" e infatti sono state 8 ore

Piccolo, necessario alert iniziale: il giro di Rocca Calascio è facile. Non serve essere escursionisti. Ma questo se andate e tornate, niente giri strani. Se invece fate il giro che abbiamo fatto noi… oh! Ho pietà di voi in quel caso.


L'avvicinamento al giro di Rocca Calascio


Ogni volta che cerco foto del Gran Sasso tra il Corno Piccolo e il Corno Grande esce Rocca Calascio, che poi sarebbe il rifugio dell’eremita di Lady Hawke per capirci. E visto che è tanto famosa, fotografata e facile da raggiungere (ci si può arrivare persino in macchina) cosa poteva andare storto in un’escursione per andarla a vedere?
Tutto!

Che il giro non sarebbe stato facile come previsto lo dovevo capire dalle indicazioni di una precisione inquietante, del tipo “al cartello (quale?) girare a sinistra prendendo la strada che poi diventa stradina (che vuol dire?) e quindi viottolo (eh?)”. Insomma non erano proprio delle migliori. Però erano quelle che si trovavano più o meno su tutti i siti, compreso quello di un CAI, quindi ero ottimista. Il Signor Coso invece era nervoso e poco convinto. Il Signor Coso aveva ragione. Qui lo dico e qui lo nego; fosse mai che si monta la testa.

Già per trovare il parcheggio sono cominciati i problemi. Arrivati al paese di partenza, Santo Stefano di Sessanio (1251mt), siamo stati colti da una labirintite quasi profetica. Indecisi se procedere, girare, parcheggiare in luoghi improbabili, perderci per sempre, abbiamo imboccato una stradina che solo dopo avremmo capito essere sbagliata e abbiamo parcheggiato di fronte alla Locanda sul lago. Che poi di lago non c’era traccia. Giusto una pozza d’acqua che a me sembrava più un pantano. Ma perché spezzare i sogni di gloria di una pozza? E allora lago sia.

Anche se avevamo sbagliato parcheggio, miracolosamente abbiamo preso la strada asfaltata corretta e sotto un sole cocente (e per fortuna che doveva fare freddo, maledetto meteo!) abbiamo cominciato a salire con in testa una tempistica che non sarebbe mai stata in piedi. Perché oltre ad avere indicazioni ridicole avevamo anche tempi di percorrenza irrealistici. Ah! La bellezza di fare escursioni sull’appennino!

Comunque la strada giusta l’abbiamo abbandonata presto perché abbiamo incontrato un cartello, abbiamo creduto che fosse quello giusto e abbiamo deviato a destra per una strada che a ogni metro sembrava sempre più sbagliata. Lo era! Lo abbiamo capito dopo circa 15 minuti e di strada ne avevamo fatta. E allora dietro front e ripartiamo in salita. Ma va beh! Una svista ci sta. Il resto sarebbe andato bene no?! Alla fine abbiamo trovato anche il parcheggio vero. Ah! Ingenua me!



Rocca Calascio illuminata dal sole

Arrivare a Rocca Calascio da Santo Stefano di Sessanio


Dal parcheggio (quello vero, non il nostro) parte una strada sterrata che ha una grande qualità: è una linea retta senza incroci, bivi o traverse. Della serie che neanche una come me, che mi perdo anche dietro casa, può riuscire a sbagliare. Quindi tutta dritta fino al famoso cartello, perché sì il cartello c’è. Da lì siamo andati a destra e abbiamo cominciato a salire e in poco tempo abbiamo visto la rocca in lontananza. Ancora una mezzoretta e siamo arrivati all’Oratorio rinascimentale della Madonna dei Monti e, poco più su, alla Fortezza di Rocca Calascio (1460mt).

I ruderi della rocca hanno il loro fascino. Si possono percorrere in lungo e in largo e se avete la fortuna di capitare nel giorno giusto potete anche entrare nella torre. Noi ovviamente ci siamo andati nel giorno sbagliato. Ma questo è il minimo, nel complesso
.


Ruderi di Rocca Calascio


Il ritorno da Rocca Calascio a Santo Stefano di Sessanio


A questo punto potevamo tornare sui nostri passi e raggiungere la macchina quasi intonsi. E invece, non contenti di esserci persi già solo per raggiungere la rocca, abbiamo pensato di continuare a dare fiducia alle nostre indicazioni. Grande idea!

Siamo scesi lungo l’abitato di Rocca Calascio quasi del tutto abbandonato e abbiamo raggiunto il centro storico di Calascio (1210mt) attraversando un sentierino in mezzo al prato. Abbiamo persino trovato una chiesetta piccolina che nessuno degli altri turisti si filava, ma che io ho trovato meravigliosa. E okay la mia parte più blasfema ci voleva mangiare dentro per sfuggire al vento, ma questo non toglie che fosse bella e poi alla fine i miei compagni di sventura hanno avuto la meglio e abbiamo mangiato in mezzo alla “tormenta” appoggiati a un guardrail. 



Comunque stando alle nostre balzane indicazioni da Calascio si può tornare a Santo Stefano di Sessanio in autobus. Sarà vero? Non lo so. A questo punto io non credo più a nulla di quello che dicono quelle indicazioni. Di certo io non ho visto neanche una fermata. Non che comunque avremmo aspettato il bus, eh! Anzi abbiamo subito placcato l’unica persona che siamo riusciti a trovare per strada a Calascio per chiederle indicazioni per Castelvecchio Calviso, il prossimo paese che avremmo dovuto incontrare. Ci ha guardato come se fossimo pazzi (giustamente) ma poi ci ha detto come arrivarci. Però deve essere un vizio del luogo dare indicazioni confuse perché assomigliavano un sacco a quelle del sito.


Vista della valle della Rocca Calascio


Incredibilmente, comunque, siamo riusciti a trovare il sentiero che ci serviva. Proprio al termine delle case, sulla sinistra, c’è questo sentierino che si perde nel verde e nei rovi. È l’unico che si incontra in questo percorso che abbia delle indicazioni minimamente sensate con cartelli e segnavia bianchi e rossi. Purtroppo è vecchio e mal tenuto quindi a un certo punto scompaiono. Però allora avevamo già superato talmente tanti rovi che avremmo potuto salvare cinque volte la Bella Addormentata, quindi abbiamo proseguito per il Piano Buto.

Tornati sulla strada asfaltata abbiamo strisciato fino a Castelvecchio Calviso (1045mt). A questo punto erano passate da tempo le quattro ore promesse dal sito e ci eravamo resi conto di aver fatto un terribile errore a fidarci. E il bello è che tutti gli abitanti che abbiamo incontrato davano l’impressione di crederci degli imbecilli per aver deciso di fare quello che, solo tornati a casa, abbiamo poi scoperto essere un giro di 20km. VENTI CHILOMETRI! In quattro ore? Ma che si è fumato quello che ha stilato quel percorso?

L’ultimo pezzo di strada è stato forse il più delirante. In realtà è un sentiero che si snoda a zig zag per tutta la vallata e risale fino a Santo Stefano di Sessanio. Ha anche cartelli in ogni dove. Peccato che giochino a inventarsi i numeri. Uno ti dice che mancano 45 minuti, quello dopo 25 e quello dopo 50. Ma stiamo scherzando? Chi li ha fatti sti cartelli: Topo Gigio?

Morale della favola: ci abbiamo messo otto ore a fare tutto il giro. Alla faccia delle 4 ore!

La menzione d’onore di questa storia, comunque, la vincono:

  1. La signora francese che abbiamo incontrato sulla strada del ritorno e che alla domanda su quale strada prendere al bivio ci risponde in modo molto casual e tranquillo: “entrambe portano a Santo Stefano, potete scegliere quella che volete. Ah, comunque su quella a sinistra c’è un cinghiale”. Ah! Okay… chissà perché siamo andati a destra 
  2. Wini, promotrice dell’escursione e inizialmente ottimista come me sulle nostre indicazioni, che alla fine era talmente stanca e distrutta che era diventata il burattinaio di se stessa. Quando non guardavamo si afferrava i pantaloni e a pugni chiusi tirava con tutte le sue forze per convincere le sue gambe a continuare a camminare. Cielo! Non sapete quanto pagherei per averglielo visto fare!

Vista della valle e dell'Oratorio rinascimentale Madonna dei Monti vicino a Rocca Calascio


Scheda dell'escursione


PartenzaSanto Stefano di Sessanio (tramite sentiero)
ArrivoSanto Stefano di Sessanio (tramite sentiero)
Difficoltà: E 
Durata: 8 ore circa 
Dislivello: 590mt


Le fotografie sono di Wiiiiiwoman e Wini che mentre si perdevano nelle vallate abruzzesi sono riuscite a fare foto meravigliose (sono abbastanza sicura che questo sia un super potere, alla faccia di Batman!) e mi hanno permesso di usarle per il blog (segno che forse sono riuscita a non farmi odiare nonostante la scarpinata)

4 commenti:

  1. I promotori di certe escursioni dovreste eliminarli dalla lista! Ahahahah! No, non lo fate...sto scherzando! Wini

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  2. Dai! Alla fine è stata una bella esperienza (distruttiva). E poi il percorso lo avevo trovato io quindi dovrei essere eliminata dalla lista io! Ahahahahaha :)

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  3. Senza parole.... mangiare in una chiesa!!! Almeno fallo con un fiasco di vino! ... suggerimento dalla doppiamente blasfema!

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    1. Eh! Il fiasco di vino non lo avevamo portato (e per fortuna! sai quanto avrebbe pesato sulle spalle per tutti i 20km!) però ammetto che nel caso avrebbe avuto più stile ;)

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